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Il Mala cos'è e come si usa nella meditazione

Pubblicato da Beatrice Elerdini il

mala

Avete mai visto qualcuno indossare un Mala? Sono bracciali sacri composti da un filo di grani realizzati con differenti materiali, che molti buddisti portano al collo o al polso sinistro. Solitamente vengono utilizzati durante le preghiere rituali di offerta (puja) e per tenere il conto delle ripetizioni dei mantra, durante la pratica di japa (dal sanscrito 'pronunciare a bassa voce' o 'ripetere internamente').

Rappresentano simbolicamente la compassione e favoriscono equilibrio, pace e consapevolezza.

Ogni Mala è composto da 108 grani più piccoli e di un grano più grande e pesante, detta pietra del Guru.

Quest'ultima ha lo scopo di segnalare la fine delle 108 ripetizioni e dare il via a un nuovo ciclo meditativo in senso contrario, che ha inizio ruotando il mala tra le mani. La sua caratteristica è quindi quella di non venire mai oltrepassata.

I grani di cui si compone il Mala possono essere di vari materiali, come ad esempio legno di sandalo, semi di Rudraksha o perle. A seconda della composizione, possono essere impiegati per compiere riti differenti.

mala cos'è

Mala, 108 grani: un numero sacro e simbolico

Come detto poc'anzi, solitamente i grani dei Mala sono 108, un numero sacro per molteplici ragioni:

- E’ un multiplo del numero 9;

- Sommando i tre numeri che lo compongono 1+0+8 si ottiene di nuovo il numero 9;

- A sua volta il numero 9 è importante perché è 3 volte 3, il numero perfetto.

Inoltre il 108 simboleggia:

- La Creazione del Mondo;

- L'unione tra Shiva e Shakti;

- Gli stadi del cammino dell'anima;

- I vizi umani nel buddismo tibetano;

- L'alfabeto sanscrito che si compone di 54 lettere, per ognuna delle quali esiste maschile e femminile, Shiva e Shakti;

Il Mala affonda le sue radici nelle religioni buddista e Induista.

 

Mala: storia e origini

Mala è una parola in lingua sanscrita che significa 'ghirlanda'. Le prime collane sono comparse in India 3000 anni fa, poi sono state esportate sia in tutto l'Oriente e in Occidente. Tuttora vengono impiegate nella tradizione induista, nel buddismo, dal Tibet alla Thailandia, dalla Cina al Giappone, e nello Yoga.


Mala: lo sapevi che...

Diverse teorie sostengono che il rosario cristiano prenda origine proprio dai mala indiani. Passando dall'alfabeto sanscrito all'alfabeto latino e cambiando la 'a' breve di japa con la 'ā' lunga, si ottiene japā, che non significa più 'preghiera', ma 'rosa'. Japā-mālā diventa quindi 'corona di rose', tradotto successivamente in latino con Rosarium.

 

Come si usano i Mala per meditare

I Mala si usano nella meditazione per non perdere il conto dei mantra. Si tiene nella mano destra, vale anche per i mancini, passando i grani tra il pollice e il dito medio. Non vengono mai utilizzati l'indice, simbolo dell'ego, e il mignolo simbolo di pigrizia. Con una sola mano dunque si muove il Mala in senso orario, facendo attenzione a non toccare la pietra sacra numero 109. Questa serve appunto per indicare la fine di un giro di mantra.

La meditazione con i mantra è molto intensa e capace di restituire al corpo una forte energia. Del resto il mantra è un testo sacro scritto in sanscrito che favorisce lo stato meditativo.

 

Mala tradizionale: come sceglierlo

Come fare a scegliere un Mala? Oggigiorno sul mercato se ne trovano moltissimi, dai modelli tradizionali a quelli più contemporanei. Ad esempio ci sono Mala con grani in ametista, in legno di rosa, in turchese, ematite e molto altro ancora. Alcuni sono realizzate anche con pietre di maggior valore, come i Mala di lapislazzuli. Insomma, il fascino di questi bracciali sacri non tramonta mai, anzi si rinvigorisce!

2 commenti


  • Salve,
    Leggo spesso che i mala possono essere utilizzati anche a ’mo di bracciali o collane (spero anche per uomini).
    Ma non sarebbero troppo pesanti al braccio?

    Fabio il

  • È molto interessante ciò che è la spiegazione, in questo caso del MALA ,semplici e chiare ,grazie .
    Graditi altre spiegazioni su altri oggetti Tibetani

    Michele Bianco il

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