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Stone Balance: Le pietre in equilibrio

Pubblicato da Eleonora Ornella Morolli il

Sicuramente avrete notato o in spiaggia, in riva al fiume o su qualche foto delle pietre, messe una sull’altra, in equilibrio. Ecco. Questa, oltre probabilmente ad essere anche un passatempo estivo, è una disciplina di meditazione zen atta alla ricerca dell’armonia interiore

La ricerca dell’equilibrio tra due o più pietre, infatti, necessita di pazienza, umiltà, capacità di estraniarsi dallo scorrere del tempo e dai rumori, immergendosi totalmente nella natura ascoltando solo il silenzio e il sé. 

Secondo i cultori di questa disciplina, il processo di ricerca dell’equilibrio tra gli oggetti permette di liberare la mente e il corpo dai pensieri, per fondersi e concentrarsi con i punti di equilibrio dell’opera che si sta componendo: l’armonia e il bilanciamento esteriori sono il riflesso di un raggiunto equilibrio interiore. Le Pietre in Equilibrio, però, non fanno bene solo ai balancer, a chi crea le opere, ma anche a chi le osserva cercando di comprendere il significato profondo delle opere stesse, provando poi a crearne una propria. Ogni creazione è unica e identificativa della personalità e dell’equilibrio di chi l’ha realizzata. Un’arte adatta a tutti, dai bambini agli anziani, che racconta la natura in grado si reggersi esclusivamente su se stessa. 

Ma come fare a cimentarsi per la prima volta in questa disciplina? In realtà, basta davvero poco: la scelta del materiale (abbiamo trovato anche delle cortecce di alberi fatte in balancing), il luogo e la pratica. Ma guardiamoli assieme per punti.

 LA SCELTA DEL MATERIALE 

Questo punto iniziale è abbastanza semplice. Consigliamo di utilizzare come base pietre abbastanza piatte e non troppo piccole, almeno per le prime volte, in modo che la pietra piatta possa dare un appoggio più equilibrato e solido. Mentre per le pietre piccole è consigliabile utilizzare quelle medie, così che non risentano del movimento delle mani durante la fase di “montaggio”. Inoltre, resisterebbe di più agli agenti naturali. Come detto in precedenza, abbiamo trovato nelle nostre escursioni non soltanto pietre in equilibrio, ma anche cortecce d’albero. Ogni cosa si può mettere in equilibrio. L’importante è rispettare l’ambiente in cui ci si trova. Per il resto, sbizzarritevi! 

Ora che abbiamo scelto il materiale, scegliamo il posto. 

Il luogo in questo caso è fondamentale, deve essere un ambiente calmo e sereno, rilassante. Consigliamo ambienti vicino a fonti d’acqua, mare, fiume o lago. L'importante è avere acqua in movimento e silenzio. 

LA PRATICA 

Il balancing si basa su estrema pazienza e concentrazione, è a tutti gli effetti un’attività meditativa e riservata. Non è quindi il caso di applicare questa tecnica sulla spiaggia mentre si organizza con amici e parenti il pranzo di famiglia. Trovatevi un luogo appartato, senza nessuno che possa disturbare la vostra concentrazione e prendete la vostra prima pietra che servirà da ancoraggio sistematela nel luogo scelto e assestatela saldamente a terra. 

Ricordatevi di rispettare l’equilibrio di tutte le pietre quando le monterete. 

Ho subito notato gli effetti terapeutici/trasformativi che l’equilibrio e il lavoro con la natura avevano su me stesso e su gli altri; in senso artistico, ma anche nutrendo qualcosa di unicamente umano, ispirando un senso di magia e pace, attirando la consapevolezza fuori dalla mente e dal mondo – in definitiva coltivando una presenza meditativa.” 

Scrive così Michael Grab, uno dei più bravi balancer, sul suo sito gravityglue.com dove potete vedere alcune delle sue opere. 

Non ci resta che consigliarvi di provarci anche voi e di mandarci le foto delle vostre opere. Noi dal canto nostro ci abbiamo provato ed ecco il risultato!

 

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